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Archivi tag: istruzione

47a Marcia nazionale per la Pace | incontri di esperienze

abuna raed_giovaniVenerdì 5 dicembre scorso, durante l’incontro con Abuna Raed sulla situazione israelo-palestinese, c’è stato un’interessante anticipazione sul tema dell’incontro successivo svoltosi lo scorso martedì 9 dicembre, da parte di Giovanni Zambon, giovane di Costabissara.

Dal “vedere la Pace da Oriente”… a “non dalla guerra” per approfondire il tema dell’emergenza profughi che sta vivendo la Giordania.

L’esperienza di Wael Suleiman, nato ad Amman 41 anni fa, direttore della Caritas giordana che purtroppo non è potuto essere presente, ha fatto comunque da filo conduttore della serata.wael suleiman

«È da settant’anni che la Giordania accoglie profughi – racconta Wael Suleiman, raggiunto telefonicamente ad Amman: ha iniziato nel ‘48, con i profughi palestinesi, che hanno cercato aiuto nel nostro Paese anche nel ‘67.
Proprio in quell’anno, per rispondere a quell’emergenza, è nata Caritas. Poi, nel 1982 sono arrivati i profughi dal Libano e nel 1991 quelli dall’Iraq. Ora tocca ai siriani».Le stime più recenti parlano di un milione e 400mila profughi, che arrivano con un ritmo di 200-500 al giorno. «Ma all’inizio della crisi siriana arrivavano anche a duemila al giorno», puntualizza Suleiman.
 
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Pubblicato da su dicembre 11, 2014 in Generale

 

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Malala Yousafzai all’ONU | 12 luglio 2013

Malala Yousafzai, all’ONU, nel giorno del suo 16′ compleanno, pronuncia un discorso forte e commovente che vi invitiamo a leggere:

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E’ disponibile anche il video, dal Corriere della Sera, 13 luglio 2013

 
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Pubblicato da su luglio 13, 2013 in Generale

 

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Non studiate, non nella scuola pubblica!

di Ilvo Diamanti da Repubblica.it

CARI RAGAZZI, cari giovani: non studiate! Soprattutto, non nella scuola pubblica. Ve lo dice uno che ha sempre studiato e studia da sempre. Che senza studiare non saprebbe che fare. Che a scuola si sente a casa propria. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su settembre 7, 2011 in Generale

 

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Credere nella pubblica istruzione

Saretta Marotta*

Le parole del Presidente del Consiglio pronunciate sabato scorso al congresso dei Cristiano riformisti contro la scuola pubblica sono gravi. Gravi innanzitutto perché sottintendendo una pretesa rivalità tra scuola statale e paritaria, cancellando dieci anni di storia del Paese, da quando la legge del 10 marzo 2000 n. 62 sulla parità scolastica ha riconosciuto il contributo delle scuole private paritarie al sistema pubblico integrato di istruzione. Sono gravi, ancora, perché, se è pur vero che la libertà di scelta educativa da parte delle famiglie è un tema caro tra le istanze dei cattolici, non è affatto vero che questi odino o non siano pronti a difendere con convinzione il diritto costituzionale alla scuola pubblica. E se a qualcuno fosse venuto il dubbio, bastano a dissiparlo le parole del presidente della Conferenza Episcopale Italiana Angelo Bagnasco, che ha ricordato che «la Chiesa, come sempre, ha molta stima e fiducia nella scuola perché è un luogo privilegiato dell’educazione, tanto più che siamo nell’ambito del decennio sulla sfida educativa, che la Cei ha scelto. Quindi ci sta a cuore l’educazione integrale anche attraverso la scuola e in qualunque sede, statale o non statale, l’importante è che ci sia questa istruzione ma anche questa formazione della persona che è scopo della scuola a tutti i livelli». Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su marzo 3, 2011 in Generale

 

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Giovani in movimento | Carta nr. 26

Chi di noi, quest’estate… non “è partito per un viaggio”… di qualsiasi durata, anche di un giorno?
Anch’io sono partita, mi sono spostata… sono stata in movimento, ho percorso 953 km in undici giorni!

Sono capitata, per caso, al Festival del Cinema di Frontiera a Marzamemi (RG), a vedere il film in concorso “14 km” di Gerardo Olivares: 14 km… una distanza molto limitata per chi, come me ne stava facendo molti di più in un solo giorno; in realtà 14 km sono la distanza tra Tangeri e Algeciras in Spagna che bisogna percorrere attraverso lo stretto di Gibilterra; sono la distanza tra un Continente come quello africano affamato e abbandonato e quello che ancora in molti credono l’Eden chiamato Europa. Un film duro che risulta essere anche ottimista, rispetto a quanto effettivamente accade.

E’ per questo che mi sono soffermata su un articolo pubblicato sul nr. 26 di Carta “I ragazzini erranti e noi. Ricominciare a viaggiare in un mondo che cambia” di Renato Curcio, e che ne condivido una parte invitandovi ad acquistare il settimanale per leggere la versione integrale.

UN SESTODELL’UMANITÀ, un miliardo di umani,
è attualmente in movimento.

Sono partiti dall’Afghanistan  e dal Marocco, dal Senegal o dalle Filippine, ma non hanno un punto di arrivo altrettanto definito. Viaggiano  curiosi per le vie del mondo in cerca di qualche opportunità.

Attraversano territori devastati dalle guerre, minacciati  nelle loro economie di sussistenza, invasi dai più rapaci capitali che l’Occidente ha saputo accumulare nei secoli della sua storia coloniale. Inseguono il sogno di una vita che valga la pena di essere vissuta. Arrivano fino al bar dove sorseggiamo un caffè, sulle metropolitane che ci trasportano dalla casa al lavoro, in molte aziende dove cerchiamo in qualche modo di guadagnarci da vivere. Parecchi, tra loro, finiscono anche nei Cie [Centri di identificazione ed espulsione], nelle carceri, nelle «navi dei respinti ». Quelle che, come nel Gioco dell’Oca, li riportano qualche casella indietro.

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Pubblicato da su agosto 21, 2010 in Generale

 

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“Fai bene quello che sei chiamato a fare” (V. Bachelet)

Lo spunto della settimana:
FAI BENE QUELLO CHE SEI CHIAMATO A FARE, Vittorio Bachelet

L’approfondimento:
Discorso di Barack Obama per l’apertura dell’anno scolastico.

“So che per molti di voi questo è il primo giorno di scuola. E per chi è all’asilo o all’inizio delle medie o delle superiori è l’inizio di una nuova scuola, così un minimo di nervosismo è comprensibile.

Immagino che tra voi ci siano dei veterani a cui manca solo un anno per concludere gli studi e quindi contenti. E, non importa a quale classe siate iscritti, qualcuno tra voi probabilmente sta pensando con nostalgia all’estate e rimpiange di non aver potuto dormire un po’ di più stamattina. So cosa vuol dire. Quando ero giovane la mia famiglia visse in Indonesia per qualche anno e mia madre non aveva abbastanza denaro per mandarmi alla scuola che frequentavano tutti i ragazzini americani. Così decise di darmi lei stessa delle lezioni extra, dal lunedì al venerdì alle 4,30 di mattina. Ora, io non ero proprio felice di alzarmi così presto. Il più delle volte mi addormentavo al tavolo della cucina. Ma ogni volta quando mi lamentavo mia madre mi dava un’occhiata delle sue e diceva: «Anche per me non è un picnic, ragazzo».

Ora, io ho fatto un sacco di discorsi sull’istruzione. E ho molto parlato di responsabilità. Della responsabilità degli insegnanti che devono motivarvi all’apprendimento e ispirarvi. Della responsabilità dei genitori che devono tenervi sulla giusta via e farvi fare i compiti e non lasciarvi passare la giornata davanti alla tv. Ho parlato della responsabilità del governo che deve fissare standard adeguati, dare sostegno agli insegnanti e togliere di mezzo le scuole che non funzionano, dove i ragazzi non hanno le opportunità che meritano. Ma alla fine noi possiamo avere gli insegnanti più appassionati, i genitori più attenti e le scuole migliori del mondo: nulla basta se voi non tenete fede alle vostre responsabilità. Andando in queste scuole ogni giorno, prestando attenzione a questi maestri, dando ascolto ai genitori, ai nonni e agli altri adulti, lavorando sodo, condizione necessaria per riuscire.

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Pubblicato da su novembre 17, 2009 in Generale, L'attualità c'interpella, Testimoni

 

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Quali sono gli obbiettivi futuri?

Il LCA cercherà di continuare il dibattito sui alcuni temi di attualità quali l’istruzione, la famiglia, lo sviluppo sostenibile, l’immigrazione, la Costituzione Europea, il bene comune con particolare attenzione alle scelte sociali-politiche che coinvolgono il territorio in cui viviamo.

 
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Pubblicato da su agosto 1, 2009 in Il Laboratorio

 

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