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LIBRO Decrescita o Barbarie

Come preparazione al prossimo convegno socio-politico del 6 novembre, propongo questo libro di Paolo Cacciari. Buona lettura!

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 “Decrescita o barbarie è un’affermazione forte, che mi pare di aver sentito pronunciare anche da Serge Latouche. Per parte mia la uso perché non sono riuscito ancora ad immaginare una società più densa di senso di quella che si auto-organizza chiedendo «da ciascuno secondo le sue capacità» e restituendo «a ciascuno secondo i suoi bisogni». Un’idea di società che integra diritti e doveri, giustizia ed uguaglianza, in un quadro di democrazia autentica e sostanziale. Niente di meno di un nuovo umanesimo, più precisamente un «bio-umanesimo» che sappia «ricomporre una visione integrata dell’uomo e del mondo in base alla quale l’uomo venga a interpretarsi come soggetto interno e vitalmente collegato alla natura (…) nella casualità complessa che lega tutti gli esseri viventi» (dal Manifesto degli alfabeti ecologici)”,  P. Cacciari

Ebook gratuito
Licenza CC Attribuzione-Non commerciale 2.5 Italia
Per chi lo desiderasse è possibile acquistare una copia cartacea.

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Pubblicato da su ottobre 1, 2011 in Libri consigliati

 

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Giovani in movimento | Carta nr. 26

Chi di noi, quest’estate… non “è partito per un viaggio”… di qualsiasi durata, anche di un giorno?
Anch’io sono partita, mi sono spostata… sono stata in movimento, ho percorso 953 km in undici giorni!

Sono capitata, per caso, al Festival del Cinema di Frontiera a Marzamemi (RG), a vedere il film in concorso “14 km” di Gerardo Olivares: 14 km… una distanza molto limitata per chi, come me ne stava facendo molti di più in un solo giorno; in realtà 14 km sono la distanza tra Tangeri e Algeciras in Spagna che bisogna percorrere attraverso lo stretto di Gibilterra; sono la distanza tra un Continente come quello africano affamato e abbandonato e quello che ancora in molti credono l’Eden chiamato Europa. Un film duro che risulta essere anche ottimista, rispetto a quanto effettivamente accade.

E’ per questo che mi sono soffermata su un articolo pubblicato sul nr. 26 di Carta “I ragazzini erranti e noi. Ricominciare a viaggiare in un mondo che cambia” di Renato Curcio, e che ne condivido una parte invitandovi ad acquistare il settimanale per leggere la versione integrale.

UN SESTODELL’UMANITÀ, un miliardo di umani,
è attualmente in movimento.

Sono partiti dall’Afghanistan  e dal Marocco, dal Senegal o dalle Filippine, ma non hanno un punto di arrivo altrettanto definito. Viaggiano  curiosi per le vie del mondo in cerca di qualche opportunità.

Attraversano territori devastati dalle guerre, minacciati  nelle loro economie di sussistenza, invasi dai più rapaci capitali che l’Occidente ha saputo accumulare nei secoli della sua storia coloniale. Inseguono il sogno di una vita che valga la pena di essere vissuta. Arrivano fino al bar dove sorseggiamo un caffè, sulle metropolitane che ci trasportano dalla casa al lavoro, in molte aziende dove cerchiamo in qualche modo di guadagnarci da vivere. Parecchi, tra loro, finiscono anche nei Cie [Centri di identificazione ed espulsione], nelle carceri, nelle «navi dei respinti ». Quelle che, come nel Gioco dell’Oca, li riportano qualche casella indietro.

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Pubblicato da su agosto 21, 2010 in Generale

 

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