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Archivi tag: crisi finanziaria

Nuovo modello di società

(articolo pubblicato diversi mesi fa ma che ritengo comunque valido e meritevole di visibilità)

Parole dal sud del mondo – di Frei Betto

Per uscire dalla presente crisi mondiale – che è crisi di valori, non solo finanziaria – va cambiato il sistema economico internazionale, che inasprisce le disuguaglianze sociali, favorisce la xenofobia, criminalizza i movimenti sociali e genera violenza. Read the rest of this entry »

 
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Pubblicato da su settembre 21, 2010 in Generale

 

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Natale 2009…

… meno buoni e più giusti, meno caritatevoli e più solidali!

di Adriano Sella, Commissione Nuovi Stili di Vita – Diocesi di Padova

Siamo a Natale e tutti diventano più buoni. Ma subito dopo tutti ritornano come prima. E poi noi italiani sembra che siamo di natura campioni di generosità. Infatti, lo si nota ogni qualvolta accadono delle emergenze umanitarie.
Il terremoto degli Abruzzi ha scosso tutti e ha suscitato una grande generosità del nostro popolo italiano, sia in forma di aiuti economici e sia anche di disponibilità a livello di volontariato per l’assistenza dei colpiti dalla calamità. La stessa cosa è avvenuta anni fa nei confronti della vittime del Tsumani, oppure nei confronti di tante altre emergenze che sono avvenute sia in Italia che nel mondo. Anche la crisi economica ha provocato tante forme di generosità nei confronti di chi perde lavoro o di chi viene impoverito. Come pure quante campagne di beneficienza vengono promosse continuamente nei confronti dei poveri del Sud del Mondo. Tutta questa generosità è senza dubbio importante e stimabile, si tratta di un segno evidente che il nostro popolo ha un substrato di bontà.

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Pubblicato da su dicembre 22, 2009 in Generale

 

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Un mondo ingiusto

Ciao!

Come approfondimento al tema della crisi economica, propongo questo articolo tratto da Internazionale nr. 816 del 08.09.2009 dal titolo “Un mondo ingiusto”, dove… alla fine di tutto sembra che… per uscire dalla crisi sia necessario…

”superare l’emarginazione e l’atomizzazione del cittadini, per farli diventare “protagonisti” e non solo “spettatori”.
Di tutte le crisi che ci affliggono, il deficit democratico in continuo aumento è forse la più grave.” (Noam Chomsky)

Ancora:
Non ci preoccupiamo neanche di cercare un modo per contenere la crisi, sia finanziaria sia alimentare.
Lo suggerisce  l’autorevole rapporto del Sipri, l’istituto di ricerche sulla pace di Stoccolma, secondo cui le spese militari sono altissime e in continuo  aumento. Gli Stati Uniti spendono quasi quanto il resto del mondo messo insieme, sette volte di più della Cina che è al secondo posto. È un dato che si commenta da solo.”

Anche gli indicatori sociali, che misurano il benessere generale di una società, sono rimasti al passo con la crescita solo fino a metà degli anni settanta. Poi è cominciato un declino che entro la fine del millennio li ha fatti tornare ai livelli degli anni sessanta. La crescita economica ha portato vantaggi a poche persone, soprattutto nel settore finanziario. Nel 1970 la finanza costituiva una piccola percentuale del prodotto interno lordo. Ora la quota è più di un terzo, mentre la produttività si è abbassata e con lei gli standard di vita della maggior parte dei lavoratori. L’economia ha visto nascere una serie di bolle, crisi finanziarie e salvataggi pubblici, che hanno raggiunto picchi senza precedenti. Alcuni grandi economisti l’avevano previsto. Ma il mito dell’“efficienza dei mercati” e della “scelta razionale” ha sempre prevalso.”

il 2009 potrebbe essere l’anno decisivo per la relazione di noi esseri umani con il nostro pianeta”. A dicembre ci
sarà una conferenza a Copenaghen “per firmare un nuovo accordo internazionale sul riscaldamento globale”.  L’accordo ci dirà “se i nostri sistemi politici sono in grado di  affrontare la sfida senza precedenti rappresentata dal cambiamento climatico (*)”.  (…) 
Anche se le nuove tecnologie sono essenziali per risolverli, i problemi vanno ben oltre. Dobbiamo invertire i grandi progetti di ingegneria sociale che gli stati e le imprese hanno creato dopo la seconda guerra mondiale, perché  favoriscono un’economia basata sui carburanti fossili che spreca  energia e distrugge l’ambiente.   (…)
Per dirla in parole povere, se voglio tornare a casa dal lavoro, il mercato mi offre la scelta tra una Ford e una Toyota, ma non tra una macchina e una metropolitana. 
Questa è una decisione sociale e in una società democratica dovrebbe essere presa dai cittadini. Ma è proprio questo che l’attacco delle élite alla democrazia cerca di evitare.”

Leggi l’interno articolo… interessante,  e un po’ provocatorio… un_mondo_ingiusto
(* la  quindicesima conferenza ONU sul cambiamento climatico si terrà a Copenhagen – Danimarca  dal 07 al 18 dicembre 2009)

 
1 Commento

Pubblicato da su ottobre 9, 2009 in Generale

 

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