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La crisi finanziaria ed economica e le prospettive future.

Luigi Campiglio, Professore ordinario di Politica economica all’Università Cattolica

la relazione integrale
i dati presentati

◊ la sintesi proposta (non rivista dall’autore):
Uno slogan: “Sono caduto 7 volte, rialzato 8 volte”
… alla fine una soluzione si trova a tutto… soprattutto se si fanno le cose insieme (oggi più che mai sono necessarie formule di mutualità innovativa)

Due provocazioni:
– Dall’enciclica Caritas in Veritate: “La globalizzazione  ci rende vicini, ma non fratelli”, una domanda per l’oggi… è possibile muoversi in una direzione che ci rende più vicini anche se non siamo fratelli?
– Da Scena Terza, Atto Secondo di Romeo e Giulietta:  “Anche nell’animo dell’uomo, come nelle erbe, stanno accampati, in continua guerra fra di loro, due re nemici: la grazia e la volontà spietata; e quando  la peggiore di queste due potenze trionfa, subito la pianta è divorata dal cancro della morte”.

Per noi, oggi, questa volontà spietata può essere mossa dal denaro?

Tre concetti chiave:
1) i tempi della ripresa economica saranno lunghi; la caduta delle attività produttive è stata repentina e accentuata (oggi il PIL è allo stesso livello del 2002, però la disoccupazione è aumentata, il nostro modo di vivere è rivolto al soddisfacimento di più esigenze). Durante questo tempo non bisogna rimanere ad aspettare, ma prepararci perché la transizione verso una possibile ripresa sia la più indolore possibile.

2) questa crisi viene definita come la “grande recessione”:

  1. crisi finanziaria con epicentro negli USA (oggi il ruolo centrale ce l’avranno le banche!)
  2. ha avuto un effetto contagioso sull’economia reale (PIL a picco)
  3. ha avuto, per la prima volta nella storia recente, un effetto contagioso su tutti i paesi del mondo: si tratta di una crisi globale

L’unica vera crisi simile a quella attuale è stata la “grande depressione del 1929” (… finita con la II guerra mondiale!!?!). Da sottolineare, però, che nel XX secolo il terreno per la ripresa del II dopoguerra è stato preparato negli anni ’30 (la creazione del FMI, il Fondo Depositi e Prestiti… )

Anche oggi abbiamo delle opportunità di ripresa, ma molto dipende da come sapremo gestire gli aspetti più cruciali (es. come gestire la disoccupazione, cosa fare per il risparmiatore che viene derubato dai propri risparmi… questo dipende da noi, oggi!).

3) E’ importante realizzare opere di sostegno alla fiducia e alla giustizia (intesa anche come disuguaglianza), finora trascurate.

Ad esempio, gli economisti hanno rilevato che l’anno 2007 ha avuto molti elementi in comune con l’anno 1929 negli USA: l’1% delle famiglie con reddito più elevato, ha aumentato il loro ammontare del 24% del reddito lordo complessivo. Di conseguenza il reddito pro-capite non è cresciuto per tutti, e il reddito medio è diminuito.

L’elemento della disuguaglianza rende oggi più difficile la ripresa: le famiglie italiane  con maggiori esigenze non hanno capacità economica per “consumare”, per acquistare.

Nella nostra società esistono dei “costi fissi” del vivere civile (affitto, utenze, spese di trasporto… ); le decisioni di spesa di ciascuno hanno ripercussioni non indifferenti sul consumo globale di risorse.

Non a caso l’economia locale, aperta sul mondo (con la delocalizzazione), in questa crisi globale, porta ad avere impatti economici amplificati (sia in loco, che nei paesi in cui si sono spostate le attività produttive).

Le crisi portano sempre, come conseguenza, un aumento del debito pubblico… che valore danno le aziende alla responsabilità sociale d’impresa? Può essere un aiuto allo Stato? Non possiamo pensare di fare politica economica solo a livello nazionale.

Viviamo in Europa, un’istituzione fondata “forzatamente”, almeno per l’Italia, con l’unità economica, piuttosto che unità politica. Ora non basta più. Ma non è più stata coltivata la dimensione politica di Europa alla quale pensavano i padri fondatori.
La “miccia” è stata accesa con la Grecia: si è detto… i problemi della Grecia, che se li risolva lei.
E’ un errore che non è solo economico, ma anche politico!

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