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Un cristianesimo “celeste”?

Don Matteo Pasinato,
Direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro
e referente per Vicenza della Rete Interdiocesana Stili di Vita

Qual è la difficoltà oggi: la Chiesa propone un cristianesimo “celeste” fatto per il cielo, per la vita eterna, per l’alto…
un cristianesimo che ha perso la passione per la terra, per la vita che Gesù stesso aveva vissuto.

Sembra che il cristianesimo si sia attestato in una religione di risentiti, di arrabbiati… verso tutte le cose della terra, mentre Gesù ci ha mostrato un modello di realizzazione legato moltissimo alla terra.

Dove Gesù ci dà l’espressione più grande di non “celestizzazione” del Regno?
Nella preghiera del Padre Nostro: la prospettiva del salto dal Padre all’uomo è rovesciata, con il rischio della spiritualizzazione che espelle le questioni reali.

Allo stesso modo, la fatica della pastorale sociale: Gesù cerca malati e lebbrosi… mi chiedo se l’azzoppamento e la cecità siano sempre fuori dalla Chiesa?
Dostoevskij: come mai Gesù comincia il vangelo con una festa di nozze? Gesù s’incontra in un banchetto delle tasse, in una casa del ricco (… ha rovesciato i potenti dai troni, ha svuotato le mani dei ricchi… )

La Chiesa, su queste cose, ha da tempo staccato la spina… le radici cristiane del cristianesimo dove sono?
Vivere la laicità è una sfida… ma il laico è un mediatore necessario perché trattare delle cose della terra è necessario all’interno del cristianesimo.

Dal Convegno di Verona è scomparsa la cittadinanza… non se ne parla più.
Abbiamo consapevolezza che la carità è forza di sviluppo?

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