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Buon Natale | dalla Comunità di Via Gaggio

20 Dic

natale2015Il Dio bambino che
nasce è affidato alla Terra,
per dimorare con l’Umanità
intera ed esserci nella
storia di ogni uomo.

Demolisce i confini
e le appartenenze che
ci siamo delineati per
bussare alla porta di tutti,
con un sorriso ed una
vicinanza per ognuno.

Rinuncia alla tenerezza
degli abbracci di una madre
e di un padre disarmato lo hanno
adagiato nelle braccia deboli
e forti di ogni nome, che nella
compostezza delle loro mani
e bella serenità del loro sguardo
annunciano la straordinarietà
del quotidiano Dono
di Dio per tutti.

Condividiamo gli auguri della Comunità di Via Gaggio di Lecco, con le parole di Ermes Ronchi e il disegno di Mino Cerezo.

In questa che è l’unica scena del Vangelo dove protagoniste sono solo donne, è inscritta l’arte del dialogo.
Il primo passo: Maria, entrata nella casa, salutò Elisabetta. Entrare, varcare soglie, fare passi per andare incontro alle persone. Non restarsene al di fuori, ad aspettare che qualcosa accada ma diventare protagonisti, avvicinarsi, bussare, ricucire gli strappi e gli allontanamenti. E salutare tutti per via, subito, senza incertezze, per primi, facendo viaggiare parole di pace tra le persone. Bella l’etimologia di “salutare”: contiene, almeno in germe, una promessa di salute per le relazioni, di salvezza negli incontri.

Il secondo passo: benedire. Elisabetta…esclamò: Benedetta tu fra le donne. Se ogni prima parola tra noi fosse come il saluto di chi arriva da lontano, pesante di vita, nostalgia, speranze; e la seconda fosse come quella di Elisabetta, che porta il “primato della benedizione”. Dire a qualcuno “sei benedetto” significa portare una benedizione dal cielo, salutare Dio in lui, vederlo all’opera, vedere il bene, la luce, il grano che germoglia, con uno sguardo di stupore, senza rivalità, senza invidia. Se non impariamo a benedire, a dire bene, non saremo mai felici.

Il terzo passo allarga orizzonti: allora Maria disse: l’anima mia magnifica il Signore. Il dialogo con il cielo si apre con il “primato del ringraziamento”. Per prima cosa Maria ringrazia: è grata perché amata. L’amore quando accade ha sempre il senso del miracolo: ha sentito Dio venire come un fremito nel grembo, come un abbraccio con l’anziana, come la danza di gioia di un bimbo di sei mesi, e canta. A Natale, anche noi come lei, grati perché amati, perché visitati dal miracolo.

E’ un pensiero lungo, lo si può leggere a pezzi e rimasticarlo. Esprime il nostro desiderio di bene per ognuno. Buon Natale.

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Pubblicato da su dicembre 20, 2015 in Generale

 

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