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Profughi: un problema che prima ha bisogno di essere capito | CS

19 Set

profughiCondividiamo la segnalazione di questo Comunicato Stampa dell’associazione civica Vicenza Capoluogo, come materiale che contribuisce alla riflessione.

PROFUGHI: UN PROBLEMA CHE PRIMA HA BISOGNO DI ESSERE CAPITO
Il ruolo importante della politica per creare una mentalità nuova e lungimirante

In questi ultimi mesi non si fa altro che parlare di “loro”, contrapposti a “noi”, “prima noi, poi loro”, “loro vengono per delinquere”, “loro devono adattarsi alle “nostre” regole”….
Peccato che abbiamo dimenticato così in fretta che, fin dalla seconda metà dell’ottocento, “loro” eravamo “noi”, migranti economici che non hanno atteso che qualcuno venisse ad “aiutarli a casa loro” ma hanno preferito avventurarsi verso l’ignoto (paese, lingua, costumi sconosciuti) pur di offrire un futuro migliore ai propri figli.
Un processo migratorio, il nostro, ben conosciuto anche dai padri costituenti tant’è che vi è un articolo (il 10) della nostra Costituzione che recita al terzo comma: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”.

Il fenomeno a cui assistiamo oggi ha dei connotati diversi per numero di persone che si muovono, per numero di paesi da cui scappano queste persone, per totale assenza di politiche internazionali, sia di accoglienza che di relazioni con i paesi di origine.
E’ un fenomeno che deve essere innanzitutto capito e poi gestito: occorre capire che per quanto riguarda i profughi siamo di fronte alla più grande emergenza che abbia coinvolto l’Europa dopo la fine della seconda guerra mondiale e che il problema dei migranti d’ora in poi sarà un processo fisiologico. Per questo è importante che tutti noi contribuiamo a pensare questo fenomeno in maniera sincera e leale creando nei nostri territori, nella politica, nella vita della comunità una mentalità nuova e lungimirante.
E’ tempo che le amministrazioni locali agiscano con determinazione su due fronti, in primis su quello dell’accoglienza: le buone prassi non mancano, neanche nel nostro paese; buone prassi che hanno evidenziato che anche da un fenomeno apparentemente devastante si possono scoprire ricchezze e valorizzare competenze anche a beneficio del paese ospitante.
Secondariamente il livello locale deve avere un ruolo di stimolo e pressione, nei confronti del Governo, affinché questo si faccia parte attiva nel consesso europe o per trovare una soluzione a monte e soprattutto aiuti l’Europa a dare priorità a questi temi e non solo a componenti o fattori economici, così come del resto auspicato dalla recente dichiarazione “Più integrazione europea: la strada da percorrere” sottoscritta lo scorso 14 settembre a Roma dai Presidenti delle Assemblee parlamentari di Italia, Germania, Francia e Lussemburgo.
La nostra città ha fatto molto in questa direzione, basti pensare anche alla recente approvazione del Consiglio degli Stranieri, vera bandiera di democrazia ed integrazione che si concretizzerà il prossimo 14 febbraio. Vicenza infatti può e deve fare molto altro: progetti di accoglienza che diano dignità a queste persone e che contemporaneamente sappiano costruire relazioni e offrano visione di futuro. Tutti noi, anche chi non ci crede, ne avremo dei benefici e soprattutto nessuno potrà accusarci un domani di aver commesso il reato collettivo di omissione di soccorso.

Il Consiglio direttivo
Associazione civica Vicenza Capoluogo

 

 
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Pubblicato da su settembre 19, 2015 in Generale, L'attualità c'interpella

 

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