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Il Signore risponde con la pace | di Domenico Agasso JR

05 Set

«Il Signore risponde con la pace»;
sopportare la sofferenza è «la lotta» contro il Diavolo

DOMENICO AGASSO JR

Papa Francesco si è soffermato su tre parole-chiave: tribolazioni, affidamento, pace. Sono state al centro dell’omelia mattutina a Casa Santa Marta.

Il Pontefice ha evidenziato che il cristiano non ha un «atteggiamento sadomasochista» nelle complicazioni e di fronte ai problemi della vita, ma si affida a Dio con fede, fiducia e speranza.

Papa Bergoglio ha sviluppato la predicazione partendo dal brano degli Atti degli Apostoli, Prima Lettura odierna, in cui si racconta di san Paolo perseguitato, che nonostante varie tribolazioni rimane saldo nella fede e incoraggia gli altri ad affidarsi al Signore. Francesco ha sottolineato che per entrare nel Regno di Dio occorre «passare per momenti bui, momenti difficili». Però, ha precisato, questo «non è un atteggiamento sadomasochista», ma è «la lotta cristiana» contro il Diavolo che cerca di allontanare gli uomini «dalla Parola di Gesù, dalla fede, dalla speranza».

Il Pontefice ha rilevato che «sopportare le tribolazioni» è una frase molto usata da san Paolo: «”Sopportare”: è più di avere pazienza, è portare sulle spalle, portare il peso delle tribolazioni. E anche la vita del cristiano ha dei momenti così. Ma Gesù ci dice: “Abbiate coraggio in quel momento. Io ho vinto, anche voi sarete vincitori”. Questa prima parola ci illumina per andare nei momenti più difficili della vita, quei momenti che anche ci fanno soffrire».

Inoltre, l’Apostolo «organizza quella Chiesa, prega sui presbiteri impone le mani e li affida al Signore». Ecco il secondo concetto dopo quello delle tribolazioni: «Affidamento. Un cristiano – ha detto il Papa – può portare avanti le tribolazioni e anche le persecuzioni affidandosi al Signore». Soltanto Dio è in grado «di darci la forza, di darci la perseveranza nella fede, di darci la speranza». «Affidare al Signore qualcosa – ha proseguito – affidare al Signore questo momento difficile, affidare al Signore me stesso, affidare al Signore i nostri fedeli, noi sacerdoti, vescovi, affidare al Signore le nostre famiglie, i nostri amici e dire al Signore: “Prenditi cura di questi, sono i tuoi”. È una preghiera che non sempre noi facciamo – ha ammonito – la preghiera di affidamento: “Signore ti affido questo, portalo Tu avanti”, è una bella preghiera cristiana. È l’atteggiamento della fiducia nel potere del Signore, anche nella tenerezza del Signore che è Padre».

E quando una persona recita «questa preghiera», allora sente che è affidata al Signore, è certa: «Lui non delude mai».

Di fronte alle tribolazioni che portano sofferenza, «l’affidamento al Signore ti dà speranza e di qui viene la terza parola: la pace». Papa Bergoglio ha ricordato ciò che Gesù afferma come «congedo» ai Suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace». Ma, ha osservato Francesco, «non una pace, una semplice tranquillità», ma una pace che «va dentro, anche una pace che ti dà forza, che rafforza quello che oggi abbiamo chiesto al Signore: la nostra fede e la nostra speranza».

“Tre parole – ha ribadito in conclusione – tribolazioni, affidamento e pace. Nella vita dobbiamo andare su strade di tribolazione ma è la legge della vita. Ma in quei momenti affidarsi al Signore e Lui ci risponde con la pace. Questo Signore che è Padre ci ama tanto e mai delude».

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Pubblicato da su settembre 5, 2015 in Generale, L'attualità c'interpella

 

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