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47a Marcia nazionale per la Pace | diffondi l’invito!

22 Dic

marcia PACE VicenzaL’ultimo dell’anno Vicenza vivrà un evento straordinario, la 47^ marcia nazionale della pace, orientata, per scelta delle associazioni e organismi promotori(CEI, Pax Christi, Caritas e Azione cattolica italiana), al tema proposto da papa Francesco per la giornata mondiale della pace: “Non più schiavi ma fratelli”.

E l’Azione cattolica ci sarà. Camminerà insieme con le persone, le associazioni, i gruppi – speriamo numerosi – che invaderanno pacificamente questa città tra le più belle dal punto di vista architettonico ma anche tra le più militarizzate d’Europa.

Il cammino si snoderà dal Piazzale della Vittoria di Monte Berico, da dove si gode una magnifica vista sulla città palladiana, e da dove si può vedere il profilo dei monti che sono stati teatro dell’”inutile strage”, come papa Benedetto XV definì la grande guerra, ma qui si potrà ben vedere anche l’ultima base militare americana:passato e presente di un’umanità ancora incapace di disarmare gli animi.

La marcia attraverserà la città in quattro tappe, incontrando e accogliendo nel percorso anche le schiere di giovani(compresi tanti giovani di AC) di “Quelli dell’ultimo”, quei giovani cioè che ormai da alcuni anni passano l’ultima sera dell’anno con le persone “ai margini”, piccolo grande segno di fraternità. E si concluderà in duomo con l’Eucarestia celebrata dal vescovo Beniamino.

Vicenza è stata scelta per questa edizione, che cade nel centenario della guerra, perché gran parte del suo territorio, dal Pasubio a Tonezza del Cimone, dall’Altopiano di Asiago al Grappa è stato devastato dal conflitto e ha conosciuto l’esodo di tanti profughi costretti a lasciare l’Altopiano e a scendere in pianura. Vicenza ha anche vissuto, proprio quest’anno, la drammatica esperienza, poi felicemente conclusasi, del rapimento di due suoi sacerdoti fidei donum, Gianantonio Allegri e Giampaolo Marta, testimoni di tutte le persecuzioni religiose.

L’azione cattolica vicentina è stata impegnata con la Diocesi nell’organizzazione dell’evento e, soprattutto, nel cammino preparatorio. Ha condiviso, innanzitutto, con la consulta delle aggregazioni laicali il convegno sociopolitico “Volti negati Volti fraterni”, in cui Franco Vaccari di Rondine, cittadella della pace, ha dialogato con la biblista Rosanna Virgili: di fatto il convegno ha rappresentato il primo avvicinamento all’evento. Si è impegnata, anche, a tirare le fila delle quattro tappe preparatorie in calendario a dicembre.

“Voliamo la pace” è il messaggio che con uno splendido errore d’ortografia un soldato ha lasciato in trincea. Questa scritta è stata scelta per intitolare il percorso preparatorio, con la sua forza evocatrice che invita a “volare” la pace.

E il volo è spiccato da Oriente, da Gerusalemme, attraverso due incontri, “Vedere la pace da Oriente”, il 5 dicembre, e “Non dalla guerra”, il 9 dicembre, che hanno aiutato i vicentini ad affinare l’orecchio in ascolto di Gerusalemme, per trovare, appunto da Gerusalemme, l’orientamento per la pace. Ed ecco allora la testimonianza, di Abuna Raed, direttore della Caritas di Gerusalemme, con le sue lampade – colombe della pace e la creatività di un piccolo villaggio cristiano. E poi l’esperienza della Caritas della Giordania, luogo crocevia di profughi palestinesi, libanesi, iracheni, siriani. Due tappe quindi in ascolto degli operatori di pace nei luoghi della conflittualità odierna.

Si è trattato poi, il 12 dicembre, di affinare l’occhio grazie al film “torneranno i prati” di Ermanno Olmi, che ci cala in una notte in trincea nel nostro Altopiano, ci fa entrare nel mistero di una guerra assurda e ci suggerisce un modo per fare memoria del lungo elenco di caduti, dando un nome a quei volti. E’ la tappa del fare memoria: vedere la guerra dal punto di vista di un pugno di soldati in un avamposto solitario, nel silenzio di montagne innevate, il paesaggio amato da Olmi, che dovrebbero suscitare un senso di pace e che, al contrario, hanno fatto da scenario ad uno degli eventi più terribili del secolo scorso.

Il 17 dicembre abbiamo affinato l’orecchio con la musica di Bepi De Marzi e dei Crodaioli. Il titolo dell’ultimo appuntamento preparatorio è “La pace scordata”. I Crodaioli sono perfettamente accordati e non è la loro stonatura che ascolteremo. E’ la nostra memoria che scorda, dimentica. Il sottotitolo dell’incontro è un verso di Turoldo “Anche l’Italia vende armi” che ci riporta all’attualità e alla storia “stonata”, alla “scordatura” delle economie costruite anche sul sangue.

Il Convegno di Pax Christi, infine, il 30 e 31 ci porterà alla porta della marcia.

A questo punto siamo pronti per l’ultimo atto, la marcia del 31 dicembre, che ci auguriamo venga accolto da tutti come una opportunità preziosa per affinare la sensibilità della mente e del cuore. La pace non si improvvisa, va pazientemente costruita, richiede un impegno costante ed uno stile quotidiano, come è nello stile del cammino ordinario dell’azione cattolica, ma in certi momenti occorre anche affermarla pubblicamente, chiamarla per nome, e, soprattutto, invocarla insieme con tutti gli uomini di buona volontà.

 

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Pubblicato da su dicembre 22, 2014 in Generale

 

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