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Archivio mensile:agosto 2014

Anno associativo ai nastri di partenza | 7 settembre 2014

ass_dioc_2014E’ ai blocchi di partenza il cammino ordinario dell’Azione Cattolica Vicentina. Il colpo di pistola del via verrà sparato domenica 7 settembre 2014, in occasione della Assemblea Diocesana che avrà inizio alle 15.15 nel Seminario Vescovile di Vicenza (Borgo Santa Lucia, 43).

“Sono invitati innanzitutto i consiglieri diocesani, i presidenti e i responsabili vicariali e parrocchiali e i membri delle commissioni – spiega la presidente Caterina Pozzato -. L’incontro è naturalmente aperto anche agli animatori, agli educatori e a tutti i soci dell’Ac di buona volontà”.

Dopo l’accoglienza e la preghiera iniziale, alle 15.45 si proseguirà con l‘introduzione ai lavori e alle 16 seguirà l’intervento di Pierpaolo Triani, intitolato “Per un’AC in forma e popolare”. Alle 16.45 si svolgerà un momento di dibattito introdotto da alcune testimonianze. L’Assemblea si concluderà alle 18.15 con la messa presieduta dal Vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol.

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Scarica il volantino-invito

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Pubblicato da su agosto 31, 2014 in Generale

 

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9′ giornata per la custodia del creato | 1 settembre 2014

Creato2014web“Educare alla custodia del creato,
per la salute dei nostri paesi e delle nostre città”

Si spergiura, si dice il falso, si uccide, si ruba, si commette adulterio, tutto questo dilaga e si versa sangue su sangue. Per questo è in lutto il paese e chiunque vi abita langue, insieme con gli animali selvatici e con gli uccelli del cielo; persino i pesci del mare periscono” (Os 4,2-3).
Sembra scritta per i nostri tempi questa tremenda pagina di Osea. Raccoglie tante nostre dolorose analisi e ben descrive lo smarrimento che vivono molti territori inquinati in Italia e nel mondo. Se infatti viene spezzata l’armonia creata dall’alleanza con Dio, si spezza anche l’armonia con la terra che langue, si diventa nemici versando sangue su sangue e il nostro cuore si chiude in paura reciproca, con falsità e violenza. …

Celebrazione nazionale:
Diocesi di Aversa, 27-28 settembre 2014
 
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Pubblicato da su agosto 29, 2014 in Generale

 

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L’etico tra il tecnico e l’etnico | Luigi Alici

Riportiamo, dal blog di Luigi Alici, un articolo che potrebbe essere interessante.

“La cronaca assedia queste giornate di fine estate con immagini orribili, che hanno in sé qualcosa di barbarico: decapitazioni in diretta, bambini costretti ad esibire come trofeo la testa mozzata del nemico, esodi d’intere popolazioni umiliate e aggredite… Non è la carestia o un cataclisma naturale, ma l’odio, odio cieco allo stato puro all’origine di tutto questo. Quelle immagini ci raggiungono ovunque e in ogni momento: non solo possiamo raccoglierle da giornali, dalla radio o trelevisione, ma c’inseguono attraverso computer portatili, tablet, smartphone…

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Pubblicato da su agosto 23, 2014 in Generale

 

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Inutile strage: a cent’anni dalla carneficina

Dal blog  inutilestrage.it     per ricordare e non ripetere lo stesso errore…

Anche per chi arriva cent’anni dopo, la Grande guerra ha ancora qualcosa da insegnare. Per citare il titolo d’un libro di qualche anno fa, la prima guerra globale sono come anticipo di “tutta la violenza d’un secolo”. Le pratiche di violazione del diritto internazionale e del diritto internazionale e dei diritti umani (il caso dell’occupazione tedesca del Belgio è il più eclatante, non il solo), quelle concentrazionarie e di genocidio (come nel caso dello sterminio degli armeni), abitano di fatto e di diritto l’arco temporale 1914-1918. Ma si pensi anche alla sperimentazione sul campo delle armi moderne (l’esordio degli arei e dei carri armati, per non parlare della guerra chimica con i gas asfissianti inaugurata dai tedeschi a Ypres), alla morte di massa e alla crescita delle vittime civili, autentica cifra delle guerre dell’ultimo secolo. O al conflitto come scuola di violenza dentro cui incubano i regimi totalitari del dopoguerra, e i loro leader, quadri e gregari ben presto trasformatisi in assassini. E infine, si provino a osservare alcune aree di crisi geopolitica degli ultimi vent’anni: dai Balcani all’ovale caucasico, dal medio Oriente ai vecchi confini fissati dalla pace di Brest-Litovsk. Ciascuno di questi teatri sembra rimandare a nodi che – con un secolo di penso in più sulle spalle – è la Grande guerra ad aver posto sul tappeto. Come se le conseguenze remote del primo conflitto mondiale, più che remote, fossero prossime e future.

dall’articolo di Alberto Guasco, Quel “secolo breve” di lunghi orrori, in Jesus, luglio 2014, p. 76-79

Segui il blog inutilestrage.it  per continuare a riflettere sul tema.

 
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Pubblicato da su agosto 16, 2014 in Generale

 

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Cent’anni di transito | da Internazionale

Forse non tutti sappiamo che…

Il 15 agosto del 1914 veniva inaugurato il canale di Panamá, costruito per unire l’oceano Atlantico e quello Pacifico e permettere così alle navi di non dover circumnavigare tutto il Sudamerica.

Il canale, lungo quasi 80 chilometri e largo fra 90 e 350 metri, fu un progetto mastodontico, uno dei più complessi mai affrontati dal punto di vista ingegneristico, e fu avviato dalla Francia nel 1881.  Nel 1889 i lavori si interruppero fino a quando, quindici anni dopo, il canale fu venduto agli Stati Uniti, che avevano ottennuto dal nuovo stato di Panamá la concessione della zona. I francesi avevano investito nel progetto 287 milioni di dollari, e cedettero il canale per 40 milioni.

Gli americani optarono per un sistema di chiuse che consente di superare i dislivelli del percorso. Al completamento, nel 1914, il canale era costato in tutto 639 milioni di dollari, cioè l’equivalente della spesa necessaria a realizzare 85 Titanic. Ma anche i costi umani furono altissimi: in 33 anni di lavori, persero la vita oltre 25mila persone (20mila durante la gestione francese del progetto).

Una volta aperto, il canale cambiò il commercio mondiale per sempre, riducendo notevolmente le rotte via mare: i tempi di percorrenza per una nave in viaggio da Los Angeles a Rotterdam quasi si dimezzarono, e quelli per un’imbarcazione da New York a Shanghai diminuirono del 14 per cento.  Nel 1999 la zona del canale e il canale sono stati restituiti alla sovranità panamense. Nel 2006 è stato approvato un progetto di ampliamento della via d’acqua, che rimane una fra le principali al mondo. L’ampliamento dovrebbe raddoppiare la capacità del canale.

Vai all’articolo originale…

 
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Pubblicato da su agosto 15, 2014 in Generale

 

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Auguri per ferragosto | di Angelo Cupini

14 agosto 2014

L’augurio per la giornata di domani lo raccolgo con una pala del 1300 e da un commento raccolto da internet.

Da Giotto, un salto indietro a Cimabue. Nella scena oramai quasi illeggibile dell’Assunzione ad Assisi, Maria e il figlio sono come legati da un abbraccio dentro la mandorla. Addirittura i loro piedi nudi si accavallano, come svela un disegno realizzato da un visitatore del secolo scorso (quando l’immagine era molto più leggibile). Questo motivo è ripreso da un minore, il Maestro di Cesi, del primo 1300, con un’opera che è un vero  trionfo della tenerezza. Maria infatti appoggia la testa sulla spalla del figlio, come colta in un momento di intimità. Lui, a sua volta la stringe a sé, abbracciandola. Mentre le loro mani s’incrociano e si sfiorano. È sorprendente come la ieraticità della scena non censuri per nulla il contenuto affettivo.

Non aggiungo altro alle parole di Chiara Frugoni su quest’opera: «Il Maestro di Cesi si mostra particolarmente felice nel rendere, con il fiducioso e intento abbandono della Vergine, a testa china fra le braccia di Cristo, l’intima dipendenza della madre-sposa verso il Figlio divino ritrovato, quasi Maria sussurrasse: “Infine!”»

“Infine” è l’esperienza di fede/fiducia che ci viene chiesta in questo tempo del quale richiamo sono alcuni nomi che ci tengono in apprensione: Iraq, Siria, Medioriente, Gaza, Nigeria, Sud Sudan e le miglia di persone in fuga in cerca di un approdo. Tenerezza e sguardo politico lo desidero per ognuna/oAngelo

 
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Pubblicato da su agosto 14, 2014 in Generale

 

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Il grido dei cristiani e il nostro silenzio | Enzo Bianchi

La Repubblica, 12 agosto 2014
di ENZO BIANCHI

“Qui tutti si chiedono solo: Fino a quando?”. Così ci diceva due giorni fa al telefono il nostro amico Wisam, monaco iracheno fuggito da Qaraqosh e rifugiatosi nei pressi di Erbil. Noi, con lui ci chiediamo “Fino a dove?”. Fino a quando durerà questa tragedia, fino a che punto si spingerà la barbarie umana, perpetrata in nome di un fanatismo religioso? Dopo la strage di uomini, donne e bambini yazidi, alcuni dei quali sepolti vivi, dopo l’avventurosa fuga di ventimila di loro dalle montagne dove erano braccati, diventa sempre più tragicamente evidente che tutte le minoranze religiose, non solo i cristiani, sono a rischio eliminazione totale nella piana di Ninive. Una regione che nei secoli aveva conosciuto la convivenza di etnie e religioni diverse vede ora sepolta l’umanità assieme a dei bambini inermi, dopo aver visto esplodere in una nuvola di fumo la moschea dedicata al profeta Giona, figura venerata da ebrei, cristiani e musulmani, luogo di pellegrinaggi sacri che accomunava credenti di appartenenze diverse…

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Pubblicato da su agosto 12, 2014 in Generale

 

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