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Un ponte per Betlemme, 2004-2014 | 1 marzo

01 Mar

Oggi, a dieci anni dalla posa a Betlemme della prima lastra di cemento di un muro alto fino a 9 metri, da filo spinato, con un’unica uscita presidiata dai militari ai check point, sr Donatella, del Caritas Baby Hospital di Betlemme, ci raggiunge con le sue parole:
“il muro non potrà oscurare il sorgere di un sole nuovo […] attraverso la preghiera, questa comunione spirituale che lega Betlemme con altri giovani, altre famiglie, altre parrocchie, altre diocesi, è forse il miracolo che il muro sta facendo: unire realtà diverse sotto lo stesso sogno […] Grazie per la vostra solidarietà. Non lasciateci soli, continuate a starci vicino: è una pacca sulla spalla che fa sempre bene”.

Ogni venerdì le Suore Elisabettine del Caritas Baby Hospital di Betlemme pregano lungo il muro per la pace. Le loro voci sono arrivate fino all’Italia e molte comunità di cristiani, parrocchie, gruppi di credenti, dal Trentino fino alla Sicilia, si uniscono a loro in momenti e giornate di preghiera.In particolare il primo Marzo di ogni anno è diventata la Giornata internazionale di preghiera e di sensibilizzazione contro il muro; l’iniziativa è stata chiamata “Un ponte per Betlemme”. Il riferimento è alle parole di Giovanni Paolo II che nel novembre 2003, invocando la pace, disse: «Non di muri ha bisogno la Terra Santa ma di ponti!»

Anche noi, oggi, vogliamo unirci alla preghiera. Per noi è rispondere a un appello.

Le suore del Caritas Baby Hospital ci chiedono infatti di non dimenticare cosa sta accadendo in Israele e nei Territori palestinesi.

Riportiamo anche le parole del Patriarca di Gerusalemme, Mons. Fouad Twal:
“Anche il muro che vediamo a Betlemme è traduzione di altri muri nel cuore e nella testa dell’uomo: muro di odio, di paura e di sfiducia. Purtroppo tutti gli sforzi per raggiungere la pace sono ostacolati dalla colonizzazione israeliana. Noi alziamo la voce e chiediamo pace, soltanto pace! La desideriamo per il popolo palestinese, così come per il popolo israeliano. Siamo per il benessere di tutti: per la pace, la sicurezza, il reciproco rispetto e dignità. Affermo spesso che stare con una delle parti non significa essere contro l’altra.
Desideriamo la pace perché i nostri bambini e i loro figli possano vivere, giocare e crescere senza paura e senza complessi. La via per raggiungere Betlemme rimanga libera, senza ostacoli, come per i magi e i pastori…
Noi cristiani, da Betlemme, anche in occasione della prossima visita di Papa Francesco nei nostri territori, pregheremo come abbiamo fatto la notte di Natale: “O Bambino di Betlemme, siamo stanchi. Di fronte a questa dolorosa realtà, preghiamo con questo canto dell’Avvento: Guarda o Signore l’afflizione del tuo popolo, e manda il liberatore: manda l’Agnello che ci riscatti dal giogo della nostra schiavitù”.

Il video integrale dell’appello di sr Donatella è disponibile al link del sito di bocchescucite.org

Il materiale per la preghiera è scaricabile cliccando qui

 
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Pubblicato da su marzo 1, 2014 in Generale, Iniziative suggerite da voi

 

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