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L’attualità c’interpella | Pacem in Terris

10 Gen

1963.4.9 giovanni XXIIIPer il prossimo incontro LCA, lo spunto dal quale partire per lasciarci interpellare dall’attualità è l’enciclica di Giovanni XXIII “Pacem in Terris“.

Caterina ci propone queste note per aiutarci a leggerla e a contestualizzarla.
Nel ringraziarla, invitiamo tutti a integrare con commenti o altri materiali.
Buona lettura!

“L’enciclica, firmata da Papa Giovanni  l’11 aprile 1963 (l’enciclica porta questa data; il Papa appone la firma davanti alle telecamere il 9 aprile), cinquantatré giorni prima della morte (alla  stesura collaborò il prof. Pietro Pavan), colloca il messaggio del pontefice su un piano essenzialmente umano, più che religioso, senza condanne di alcun tipo.

Il documento può essere considerato anche il testamento spirituale di papa Giovanni, che riassume così tutto il suo pontificato: bisogna combattere il peccato non il peccatore; solo parlando di ciò che unisce, si può superare ciò che divide. Non è una enciclica teologica ma piuttosto una “illuminazione” politica.

Essa introduce alcuni elementi di novità: il primo elemento è l’inaugurazione di un nuovo modo di comunicare; il secondo è la concessione di “parità umana” a tutti “gli uomini di buona volontà“; un altro ancora è l’aver assunto i “segni dei tempi” come discrimine;  infine, le distinzioni tra uomini ed ideologie, errori ed erranti. E’ su quest’ultima identificazione che si apriranno spazi nuovi di dialogo tra la Chiesa e gli Stati.

Giovanni XXIII prende radicalmente le distanze dal sistema di deterrenza e sostiene la necessità di un disarmo simultaneo e reciproco e della messa al bando delle armi nucleari, per pervenire a un disarmo integrale anche degli spiriti «in modo che al criterio della pace reggentesi sull’equilibrio degli armamenti si sostituisca il principio che la vera pace si può costruire soltanto nella reciproca fiducia».

Ma l’enciclica è soprattutto famosa per l’immagine dei quattro pilastri su cui si fonda la pace: giustizia, verità, amore, libertà. Si apre infatti così:

LETTERA ENCICLICA
PACEM IN TERRIS
DEL SOMMO PONTEFICE
GIOVANNI PP. XXIII
AI VENERABILI FRATELLI PATRIARCHI
PRIMATI ARCIVESCOVI VESCOVI
E AGLI ALTRI ORDINARI LOCALI
CHE SONO IN PACE E COMUNIONE
CON LA SEDE APOSTOLICA,
AL CLERO E AI FEDELI DI TUTTO IL MONDO
NONCHÉ A TUTTI GLI UOMINI
DI BUONA VOLONTÀ :
SULLA PACE FRA TUTTE LE GENTI
NELLA VERITÀ, NELLA GIUSTIZIA,
NELL’AMORE, NELLA LIBERTÀ

Il papa la indirizza non solo ai singoli vescovi come era in uso per simili documenti, non solo al clero e al popolo citati in epigrafe, ma anche agli uomini di buona volontà, introducendo una variante mai usata in precedenza. E ,soprattutto, vorrebbe consegnarla al Concilio che in quel momento ha archiviato il suo primo periodo

Contesto di cui tener conto: nell’ottobre del 62 c’è la crisi cubana e il 25 ottobre c’è l’appello radiofonico del papa agli uomini di buona volontà.

Il 23 novembre 1962 il prof. Pavan, trevisano, rettore della Lateranense,  invia a Capovilla una lettera in cui prospetta l’opportunità che il papa scriva un’enciclica sulla pace

Punti salienti dell’enciclica:

1 –       La pace sulla terra non può aversi senza rispettare l’ordine del creato voluto dal Creatore. Il creato è in pace, uscito buono dalle mani di Dio, ma la convivenza umana sembra possibile solo con la lotta. E invece nell’intimo dell’uomo – credente o non – è sempre presente quell’ordine che il Creatore ha impresso nella sua coscienza: l’uomo è infatti immagine di Dio.

            Il primo principio e fondamento dell’unica pace pensabile è che ogni uomo riveste la proprietà e la dignità di ‘persona’: una creatura con intelligenza e volontà libera. È quindi essenziale per ogni essere umano sia custodire la vita e l’integrità fisica, sia procurarsi i mezzi atti a un ragionevole tenore di vita veramente umana e personale: cibo, vesti, casa, riposo, lavoro; ma anche cultura, conoscenze e ogni altro mezzo di arricchimento della personalità.

2 –Ma l’uomo è sempre parte, nel disegno di Dio, di una comunità: tutta la sua vita si svolge in un tessuto di relazioni. Solo all’interno di esse è possibile  vivere come ‘persona’

3        Nasce così un duplice dovere: il dovere di rispettare l’altro come persona autonoma  (cioè il rispetto dei diritti fondamentali di libertà) e il dovere di sostenere l’altro nella sua dignità di persona, cioè offrire il sostegno necessario per la piena esplicazione della sua personalità. Dall’unica radice della persona umana nella sua grandezza di immagine di Dio – della sua unica e irripetibile presenza nel mondo – nasce così l’idea dei diritti dell’uomo, nella doppia forma di diritti di libertà e diritti di solidarietà. È da notare, fra parentesi, che nella cultura tradizionale bianca degli USA  i veri diritti dell’uomo sono solo i diritti di libertà: non è concepibile un diritto alla solidarietà.

Così ogni membro di una comunità deve essere messo in grado di avere cibo (e acqua), casa, vesti, lavoro, cure mediche. Ma anche istruzione, libertà di movimento, di religione, di esprimere le proprie idee. Un punto importantissimo e centrale di tutta l’enciclica è che la vera comunità, su cui grava il compito di garantire questi diritti, non è ormai più solo – né in primo luogo – il singolo stato, ma la società umana. Vi sono elementi nuovi, e sconosciuti, a tutta la tradizione recente della dottrina sociale. Ne possiamo mettere qui in evidenza due.

4 –       Il diritto di ogni essere umano a venerare Dio secondo la retta norma della sua coscienza, e a professare la propria religiosità sia in privato che in pubblico. Qui viene ribaltata la dottrina plurisecolare della chiesa, secondo cui la libertà religiosa vale solo per la vera religione.

Il diritto di ogni essere umano ad esser considerato tale, con tutti i suoi fondamentali diritti, ovunque sulla terra. “Per il fatto che uno è membro di uno Stato particolare, non può essergli in alcun modo disconosciuto  il suo esser membro della famiglia umana, né il suo esser cittadino  di quella società e comunità che accomuna tutti gli uomini”.

5 – In questi due punti ora citati deve vedersi il fondamento dell’idea di pace basata sulla giustizia e sulla verità. La verità come base della pace non consiste nel dire: “io so la verità e tu no: perciò devi adeguarti a quello che io voglio”. Consiste invece esattamente in questo: riconoscere i diritti umani degli altri – il diritto ad esser sempre e in ogni circostanza considerato persona –e i propri connessi doveri.

6 –Vi è anche un’altra dottrina del tutto nuova, che poi sarà sviluppata nella Gaudium et spes (nn. 4-11 e 44): la dottrina detta ‘dei segni dei tempi’. La chiesa, e con essa ogni uomo di buona volontà, non vive al lato della storia (per così dire, a un piano superiore rispetto ad essa): vive ed è presente all’interno della storia. Nel continuo fluire del divenire storico deve saper cogliere il senso profondo degli eventi, esigenze, aspirazioni, che man mano si presentano alla famiglia umana. L’enciclica enuncia tre temi, tipici del suo momento storico: le condizioni dei lavoratori, il difficile processo di decolonizzazione, l’emergere del bisogno di riscatto della dignità della donna.

5- La quinta ed ultima parte dell’enciclica è dedicata interamente alla cooperazione dei cristiani con tutti gli altri uomini che cercano la pace e che per essa lavorano e si sacrificano. Vi è in questo una ragione pratica: la pace sulla terra  non può esser cercata e promossa che da tutti gli uomini della terra e per tutti gli uomini della terra, indipendentemente dalle loro convinzioni religiose.

            Ma accanto alla ragione pratica, e ben al di sopra di essa, l’enciclica pone una profonda ragione teologica. Nella quinta parte dell’enciclica viene sviluppato un tema fondamentale già enunciato nel Proemio (e che segna tutta l’azione pastorale di Roncalli): vi è un ordine per la convivenza umana che è voluto da Dio, che segna cioè il progetto del Creatore per le sue creature. Nella più perfetta creatura – l’essere umano – si riflette compiutamente quest’ordine: la pace come frutto della giustizia. Esso è presente come chiamata nella coscienza di ogni essere umano, credente o non credente. Vi sono uomini che sanno ascoltare e accogliere questa chiamata, altri che la ignorano e si chiudono ad essa. Questi ultimi sono chiusi nel proprio egoismo, non interessati al progetto di Dio (cfr. anche GS 37). I primi invece sono gli ‘uomini di buona volontà‘, a cui l’enciclica è esplicitamente diretta, elencati – per la prima volta nella storia della chiesa – insieme ai vescovi, al clero, ai cristiani.  (Caterina Pozzato)

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Un passo della Mishnah –che insieme al Talmud è uno dei testi ebraici piú importanti dei primi secoli dopo Cristo– dice che “i fondamenti della società sono verità, pace e giustizia, ma le tre cose sono in realtà una sola: la giustizia”. Infatti dalla giustizia, che poggia sulla verità, segue la pace. Simile, ma piú completa, è la definizione che apre la Pacem in Terris: “la pace tra tutte le genti è fondata sulla verità, sulla giustizia, sull’amore e sulla libertà.

Conoscendo un po’ la storia della Chiesa Cattolica e quella del mondo, l’aggiunta del quarto pilastro –la libertà risulta decisiva. Prima di Papa Giovanni, per molti secoli, la Chiesa Cattolica aveva considerato la libertà un pericolo, una minaccia alla verità, all’autorità, all’ordine pubblico; quindi questa frase di Papa Giovanni spazza via in un sol colpo quel che ancora rimaneva di un’antica e tenace diffidenza della nostra Chiesa verso la libertà. Il pilastro della libertà aggiunto da Papa Giovanni esclude non solo ogni nostalgia cattolica dell’assolutismo, ma anche ogni laico totalitarismo: come purtroppo dimostrano la storia, la storia della filosofia e la storia della propaganda, una sacrosanta aspirazione alla verità, alla giustizia e all’amore, senza un sacro rispetto della libertà, può produrre non solo tribunali della Santa Inquisizione, ma anche Lager nazisti e Gulag comunisti. (Spunti da Chiavacci, G. Bachelet, Melloni)

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–> vai all’enciclica
–> note in versione stampabile

 
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Pubblicato da su gennaio 10, 2013 in Generale, L'attualità c'interpella

 

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