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Recuperare lo spirito costituente | Lauro Paoletto

13 Feb

RECUPERARE LO SPIRITO COSTITUENTE

Quella dell’essere uniti, si sa, non è una delle doti di cui il popolo italiano abbonda, specie se parliamo di politici.

La storia è piena di esempi in cui gli italiani si sono divisi e affrontati l’uno contro l’altro, spesso armati.

È l’Italia dei guelfi e ghibellini, le due fazioni della politica italiana che, tra il XII e il XIV secolo, si divisero nella lotta per le investiture: chi con il papato (i guelfi) e chi con l’imperatore (i ghibellini). Si tratta di un’immagine che è rimasta paradigmatica dell’indole italica e alla quale sovente si ricorre per sintetizzare le vicende politiche (ma non solo) del nostro Paese.

Per carità, avere opinioni diverse e sostenere leader politici differenti, è legittimo e anzi fa parte di ogni democrazia che tale voglia effettivamente essere. Accade anche negli altri Paesi occidentali, con una differenza, però, non di poco conto, sotto gli scontri motivati da visioni contrastanti, vi è una base condivisa di valori; base che costituisce garanzia per tutti e permette a ciascuno di riconoscere nell’eletto a capo del proprio Paese, il proprio presidente.

In Italia tutto questo risulta estremamente più difficile. In realtà, anche per il nostro Paese, un esempio emblematico in tale direzione c’è ed è quello che va comunemente sotto l’espressione di “fase costituente?, quel tempo in cui, all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, le forze politiche, espressione dei principali filoni di pensiero, riuscirono a trovare la sintesi (uno dei compiti che spetta per eccellenza alla politica) e a gettare le basi per la casa comune rappresentata dalla neonata repubblica italiana. Comunisti, socialisti e cattolici riuscirono a darsi un riferimento valoriale condiviso.

Il risultato fu la Costituzione, per molte parti tuttora vigente nella sua formulazione originaria.

Oggi di quello spirito, spesso evocato, non rimane quasi più niente e così, in conseguenza anche di un bipolarismo artificiale ed esasperato, ci si divide su tutto e ogni elemento diventa occasione per un nuovo scontro: dal federalismo alla dignità della donna, dalla famiglia all’ambiente, dalla scuola alla pace.

L’anno in cui celebriamo i 150 anni di percorso unitario si sta caratterizzando per continue divisioni e scontri che certo non fanno bene all’Italia e agli italiani. È troppo chiedere di mettere al centro il Paese, prima e al di sopra degli interessi di partito e schieramento? Sarebbe questo il modo più significativo per onorare un anniversario che, oltre che memoria del passato, dovrebbe essere soprattutto sguardo verso il futuro. 

Lauro Paoletto in La Voce dei Berici del 13 febbraio 2011

 
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Pubblicato da su febbraio 13, 2011 in Generale

 

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