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Razzismo: il 45% dei giovani è “escludente” verso gli immigrati.

19 Mar

19 febbraio 2010

da ImmigrazioneOggi

Presentata ieri a Montecitorio una ricerca su giovani ed immigrazione nell’ambito delle iniziative del nuovo osservatorio della Camera sui fenomeni di xenofobia e razzismo. Fini invita i politici “a stigmatizzare quei comportamenti che sotto qualunque forma alimentano la xenofobia e il razzismo”.

Quasi la metà dei giovani italiani sono apertamente razzisti e xenofobi, e solo il 40% si dichiara “aperto” alle novità e alle nuove etnie che popolano il nostro Paese. È il dato sconfortante che emerge dall’inchiesta Io e gli altri: i giovani italiani nel vortice dei cambiamenti, uno studio che ha coinvolto oltre 2.000 ragazzi tra i 18 e i 29 anni, effettuato dall’istituto di ricerche SWG per la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative delle Regioni e delle Province Autonome, che è stata presentata ieri a Montecitorio nell’ambito delle iniziative del nuovo osservatorio della Camera sui fenomeni di xenofobia e razzismo.


L’universo giovanile nostrano, si legge nel rapporto, si spacca nettamente in due aree: da un lato il fronte aperturista, che include quasi il 40% degli intervistati, in cui troviamo almeno tre agglomerati valoriali, tre clan: gli “inclusivi” (che sono il 19,4% dei giovani), i “tolleranti” (che sono il 14,7% dei ragazzi e delle ragazze) e gli “aperturisti tiepidi” (che sono il 5,5%).
Sul versante opposto abbiamo l’area di quelli più chiusi, respingenti, l’area degli escludenti. Qui troviamo collocato il 45% dei giovani italiani, suddivisi in tre gruppi valoriali, in tre clan: i romeno-rom-albanese fobici (che sono il 15,3% dei giovani), gli xenofobi per elezione (che sono il 19,8% dei giovani) e gli improntati al razzismo (che sono il 10,7%). In mezzo alle due aree si colloca un ulteriore clan, i mixofoci, che sono il 14,5% dei giovani. Gli inclusivi sono il clan pienamente aperturista verso gli immigrati, sono disponibili verso le posizioni altrui e riescono ad accettare serenamente le idee divergenti. Sono soprattutto ragazze (55,3%), persone tra i 22 e i 25 anni e residenti nelle Isole, al Sud e al Centro.
Ad un gradino di capacità aperturista leggermente inferiore troviamo i “tolleranti” (14,7%), sono un po’ più freddi e calmierati rispetto agli inclusivi. L’ultima fetta della schiera aperturista, gli “aperturisti tiepidi”, è composta da giovani decisamente antirazzisti (il 71% ritiene assolutamente inaccettabile qualunque atteggiamento discriminatorio), ma con forme più caute, più trattenute. A metà dell’asse immaginaria che va dalla massima inclusione alle forme più marcate di esclusione, troviamo i “mixofobici”. Sono persone che non hanno deciso “da che parte stare”: non ripudiano la contaminazione, non la contrastano apertamente, ma neanche la ricercano.
Alla manifestazione ha preso parte anche il presidente della Camera Gianfranco Fini che nel suo intervento si è augurato “una via italiana all’integrazione”.
Fini ha sottolineato l’importanza che tutti gli schieramenti, di destra, centro e sinistra, ma anche il mondo dell’informazione “stigmatizzino quei comportamenti che sotto qualunque forma alimentano la xenofobia e il razzismo”. Non solo la manifestazione sportiva, ma anche una espressione artistica come una canzone o un film: “Altrimenti, se non si condannano certi fenomeni, si perde la funzione educativa anche nei confronti dei giovani e dei nostri figli che pure educhiamo al rispetto della dignità della persona e al ripudio di ogni visione di superiorità razziale di un popolo rispetto ad un altro”.
(Red.)

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Pubblicato da su marzo 19, 2010 in Generale

 

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