RSS

”La politica oggi non è più finalizzata al Bene Sociale ma si pone come fine”

12 Feb

don Giovanni Sandonà

Intervista al direttore della Caritas diocesana vicentina, don Giovanni Sandonà

Da Il Gazzettino del 20 dicembre 2009

Politici attanagliati dal consenso e smarriti nel perseguimento degli interessi della collettività, una Chiesa che troppo spesso è chiamata a sostituirsi agli enti civili e dei cittadini che non accettano di dover modificare i propri stili di vita, in una società profondamente mutata. Sono soltanto alcuni dei punti toccati dal direttore della Caritas diocesana vicentina e delegato Caritas del Nordest don Giovanni Sandonà, in un’intervista a tutto campo sui temi etici e sociali di attualità.

– L’attacco politico al vescovo di Milano come lo legge? Cosa sta accadendo?

«Credo che il problema sia culturale: la politica non si considera più uno dei mezzi finalizzati al bene sociale, ma tende a porsi come il fine, soggetto unico nella gestione del potere e, quindi, onnivoro rispetto ad altre espressioni sociali. Un fine che eticamente si legittima da sé attraverso il valore del libero consenso. Se, infatti, il fine dovrebbe essere la gestione-costruzione della società attraverso il consenso, la politica, schiacciandosi sul presente, fa del consenso il proprio fine e della gestione pubblica il mezzo del proprio potere-consenso. In altre parole, ciò che prima era mezzo diventa fine legittimato eticamente dal voto che ne consegna la propria valenza etica».

– Può farci alcuni esempi?

«Il sindacato, il volontariato, la Chiesa. Nel contesto culturale suddetto o restano nell’ambito della privata individualità, per cui il sindacato è legittimato al privato del lavoro, il volontariato è legittimato dal suo stesso fare, ma senza percorso di consapevolezza critica e la Chiesa è legittimata nell’ambito di una religiosità individuale che non deve sfociare nel sociale. Se soggetti come questi si propongono come attori sociali e, quindi, propositivi rispetto alla qualità del vivere comune, vengono delegittimati».

– E se uscissero dall’individuale privato?

«È inevitabile la conflittualità, come del resto stiamo vedendo. Anche se la questione principale non è tanto la legittima diversità di proposte e di valutazione, e quindi la dialettica socio-culturale, quanto piuttosto la pretesa che la politica tende ogni giorno di più ad avere, ossia quella di essere l’unico soggetto pubblico eticamente legittimato alla gestione del potere».

– A proposito di dialettica, come vede la questione nomadi e della croce nel Vicentino?

«La questione non è diversa, infatti un sistema di potere che tende sempre di più a legittimarsi per via plebiscitaria, dovrà necessariamente costringersi ad un’affannosa rincorsa al consenso per forza di cose semplificando la complessità e moltiplicando le paure. Se questa rincorsa al consenso trova da un lato una specie di omologazione nel sentimento religioso e dall’altro le paure come carburante, rimane in buona salute. Con ciò non intendo biasimare la politica come mediazione e come ricerca di consenso, intendo solo affermare che questioni complesse esigerebbero anche articolati momenti di confronto e di educazione dell’opinione pubblica. Mi pare, invece, che oggi chi si propone per governare la cosa pubblica tenda volutamente ad escludere questa fatica».

– Mi faccia qualche esempio di quella complessità che dovremmo imparare a considerare.

«La questione giustizia, dove il carcere è diventato, per lo più, il luogo dell’esclusione sociale. La valutazione dell’efficacia delle politiche contro l’impoverimento e la diseguaglianza sociale crescente. La società plurale e l’inevitabile educazione alla convivenza. Il testamento biologico. Sono alcuni esempi di questioni vitali e complesse che non potranno mai essere adeguatamente risolte, se anche le legittime diversità partitiche non si faranno carico della comprensione prima e della spiegazione poi della loro complessità, proponendo soluzioni che non avranno più la pretesa d’essere le uniche possibili, ma si

diranno più onestamente le meno inadeguate possibili».

– A proposito di complessità, come sta reagendo la gente alla crisi, che non è certo un problema semplice?

«Gli stili di vita stanno cambiando, perché siamo tutti costretti a rivedere consumi ed abitudini, sebbene non ci sia una reale consapevolezza a motivare il cambiamento che, per lo più, è subito. La gente, infatti, non sta imparando quasi nulla dalla crisi in atto. Tant’è che molti si sforzano di non far trapelare ciò che nel loro stile di vita è cambiato. La crisi la si sta affrontando come fosse una parentesi da chiudere al più presto possibile».

– Il vescovo Cesare Nosiglia ha chiesto a parrocchie e famiglie di lavorare su questo fronte. Quali sono i risultati?

«I sostegni di vicinanza chiesti da monsignor Cesare Nosiglia per la “adozione” di famiglie in stato di bisogno, messi in atto anche attraverso la rete parrocchiale, stanno dando i primi risultati. Il valore di questi “sostegni” non sta solamente nell’aiuto, ma soprattutto nel loro spessore educativo: li dove tutta la famiglia consapevolmente fa del proprio avere un percorso di vicinanza».

– Sta crescendo la solidarietà e come evitare che sia solo beneficenza?

«Rispetto all’identità sociale che ogni persona porta in sé, vi è una positiva risposta di solidarietà, anche perché la perdita della sicurezza-lavoro comincia ad assumere visibilità e, quindi, diventa realtà riconoscibile anche nel vicinato. Conseguentemente le persone fanno fatica a restare indifferenti e positivamente si sentono chiamate a risposte che in qualche modo dicano partecipazione. Quel che ancora manca è una lettura critica del come siamo arrivati a questa crisi. La stessa criticità, ad esempio, che fa fatica a capire che educarci alla convivenza in una società che è già plurale è convenienza e non concessione. Soprattutto se riuscissimo a comprendere che ciascuno nella sua quotidianità può far molto».

Annunci
 
Lascia un commento

Pubblicato da su febbraio 12, 2010 in Generale

 

Tag: , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...