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LIBRO Green Economy. Idee, energia e dintorni.

17 Gen
Titolo: Green economy. Idee, energia e dintorni
Autori: Guandalini Maurizio; Uckmar Victor
Prezzo: € 15,00
Dati: 2009, XXII-202 p.
Editore: Mondadori Università 

Questo libro è uscito lo scorso dicembre…  “Gli autori stilano un bilancio delle varie esperienze di ”green (and sustainable) economy” presenti in Italia attraverso le esperienze di esperti del settore e di manager di alcune delle piu’ importanti aziende italiane e multinazionali. L’economia verde -sostengono Guandalini e Uckmar nel libro- non serve solo al minore impatto ambientale, ma anche a creare nuovi posti di lavoro, quindi a rimettere in moto l’economia.
La ”green economy” e’ education e business insieme.”
Da: Adnkronos, 02/12/09

La puntata del 13 gennaio scorso di “Le Storie – Diario Italiano” ha approfondito il tema con i due autori del libro:
Che cosa sono diventate le nostre case dal punto di vista di consumo energetico?
Al primo posto phon e microonde con un consumo di 1 € ogni 5 ore.
Al terzo posto il computer con un consumo di 1 € ogni 48 ore.
Tra caricacellulari e spremiagrumi, le nostre case sono luoghi di sprechi di energia inutili.

Ma come siamo messi con la produzione di energia?
In Italia “ad oggi sono 67 gli impianti di energie rinnovabili bloccati per un totale di 18.000 MegaWatt, l’equivalente di 12 reattori nucleari, un quarto della produzione energetica nazionale” (intervento di Paride De Masi, coordinatore nazionale Confindustria per le energie rinnovabili).

Scrive Federico Rampini, de La Repubblica: “tra Pechino e Washington l’asse della green economy“:
“Le difficoltà di Obama e Hu sono comuni ad altri attori mondiali. L’Europa “virtuosa” si nasconde dietro i ritardi americani, ma il suo esperimento sul “cap-and-trade” (la monetizzazione dei permessi sulle emissioni) ha dato luogo ad abusi, e i risultati sono meno positivi del previsto. Complice la recessione, anche i paesi europei sono riluttanti ad assumere impegni precisi sul calo dell’anidride carbonica entro il 2020. India, Russia, Brasile, da parte loro si fanno scudo della posizione cinese: tocca ai paesi di vecchia industrializzazione muoversi per primi e sopportare l’onere prevalente. Tutti sembrano più disponibili a ragionare sul 2050 che sul medio termine. “E’ disonesto – denuncia il ministro dell’Ambiente indiano Jairam Ramesh – perché significa spostare gli obiettivi a una data in cui nessuno di noi sarà qui a rendere conto di quel che ha fatto” (… vedi l’articolo intagrale dal sito www.nonsprecare.it)

 
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Pubblicato da su gennaio 17, 2010 in Generale, Libri consigliati

 

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