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I confini dell’economia solidale, Tavolo RES

14 Gen

Ciao
vi propongo questo estratto da Carta.org del 30 novembre scorso, sul concetto di “economia solidale”.
E’ un articolo scritto dal Tavolo Res [Rete di economia solidale], che promuove, sostiene e raccoglie in Italia le esperienze dei distretti di economia solidale [http://www.retecosol.org/]: mi piace, e ne condivido, l’approccio socio-culturale, più che economico.
Buona lettura 😉

“L’economia solidale nasce e si sviluppa come alternativa rispetto all’economia del mercato capitalista:
«L’economia alternativa, in definitiva, è un progetto di trasformazione radicale della società, del modo di produzione, per quanto ne manchi ancora una definizione accettata».
Inoltre, l’economia solidale è un movimento sociale prima che economico. Sempre per usare le parole di Guadagnucci, che riprende una definizione di Lorthiois: «L’economia alternativa non è una teoria economica, è un movimento della società civile che rivendica un altro modo di fare economia. Gli elementi cardine sono dunque due: la contrapposizione all’economia definita classica attualmente dominante e il radicamento nel tessuto sociale”. Gli stessi concetti sono espressi dalla sintesi sugli eventi di economia solidale al Forum di Porto Alegre del 2003: «L’economia solidale è una dinamica di reciprocità e solidarietà che collega gli interessi individuali all’interesse collettivo. In questo senso, l’economia solidale non è un settore dell’economia, ma un approccio trasversale che include iniziative in tutti i settori dell’economia».


L’economia solidale cerca così con fatica di coltivare gli anticorpi da contrapporre ai principi tossici della globalizzazione capitalistica; per usare le parole di Mance: «La collaborazione invece dell’individualismo; la solidarietà invece della competitività; la creazione di posti di lavoro invece della disoccupazione; lo sviluppo ecologicamente sostenibile invece della distruzione degli ecosistemi; la riduzione dell’orario di lavoro invece dello sfruttamento; la distribuzione della ricchezza invece della concentrazione di capitali». Si tratta di una lotta impari, sia per lo squilibrio delle forze in campo, sia perché i virus persuasivi delle logiche del mercato sono così diffusi da rendere impossibile la creazione di un ambiente sterile; si procede quindi in mezzo a contraddizioni e tentativi.

Vai alla versione integrale dell’articolo su Carta.org del 30 novembre 2009

 
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Pubblicato da su gennaio 14, 2010 in Generale

 

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