Si può staccare la spina dall’orrore?
Dal pozzo di Vermicino al delitto di Avetrana
Ieri, mentre si celebravano i funerali della povera Sarah, al Corriere sono continuate a giungere centinaia di mail di protesta sul programma «Chi l’ha visto?», sull’opportunità di annunciare in diretta alla madre la morte atroce della figlia. Le proteste contro la trasmissione continuano da giorni. Ogni volta per esprimere sdegno e rabbia, come se una moviola potesse far tornare indietro il tempo e una mano soccorrevole spegnere quella telecamera. Continua a leggere…
Domenica 14 febbraio: nuovi stili di vita come testimonianza etica
La 39′ giornata delle aggregazioni laicali del 14 febbraio prossimo, è dedicata al tema “Nuovi stili di vita come testimonianza etica”.
Che cosa significa allora per i cristiani elaborare e testimoniare una “nuova sintesi umanistica?”
Ciascuno faccia la sua parte, per il bene di tutti.
Condividiamo alcune parti del messaggio di Mons. Nosiglia, Vescovo di Vicenza, per il mondo economico, del 21 dicembre scorso:
“Questa Messa di Natale ci deve, tuttavia, indicare la via da percorrere insieme per affrontare con speranza il domani. E’ la via della comunione e della collaborazione, perché dalla crisi usciremo solo se lo faremo insieme. Insieme a tutte le componenti del mondo del lavoro e della società; insieme alla Chiesa, che vive sul territorio; insieme agli stessi lavoratori in cassa integrazione o in mobilità. Questi ultimi non possiamo e non dobbiamo lasciarli soli e abbandonati al loro destino ingiusto; in un modo o nell’altro devono essere coinvolti e considerati soggetti del loro e del nostro domani.
Questo esige che ciascuno faccia la sua parte per il bene di tutti. Occorre, a mio avviso, dare anche segnali concreti e precisi. Il Papa nella “Caritas in veritate” afferma con forza che ogni sviluppo e progresso economico e sociale sarà garantito solo da uomini retti, da operatori economici, lavoratori, politici che vivano nelle loro coscienze l’appello al bene comune. Sono necessarie sia la qualificazione professionale e le competenze, ma ancora di più la coerenza morale nei comportamenti e nelle scelte. Quando prevale, invece, il proprio utile e tornaconto, l’avere sempre di più, allora vediamo che l’imprenditore ricerca, come unico criterio di azione, il massimo del profitto nella produzione; il politico il consolidamento del potere; il finanziere il più alto reddito possibile. Quando si parla di etica e si applica questo termine al lavoro, all’impresa, alla politica, all’economia o alla finanza, occorre tenere bene in considerazione che cosa, in realtà, si intende e a quale sistema morale ci si riferisce. Se al centro ci sono la promozione della persona umana del lavoratore e la sua famiglia, il rispetto dell’ambiente di lavoro e di quello naturale del territorio, o se ci sono, invece, scelte ben diverse, che fanno passare per etico ciò che di fatto è contrario alla giustizia e al vero bene comune.
“L’imbroglio del clima tra ricchi e poveri”
Il racconto del dietro le quinte delle trattative
di Diletta Varlese
Nel giorno del giudizio, i veri interesso che stanno dietro alla faccia climatica del summit di Copenaghen cominciano a diventare evidenti. Un accordo che non arriva, il ritiro della bozza presentata alla presidenza danese, i G77 molto critici e preoccupati. Si paventa il fallimento del summit. Ma cosa avviene all’interno della sessione plenaria, in cui si decidono i destini del pianeta, e dove la stampa non può entrare? Continua a leggere…
La Decrescita Felice
Interessante lettura per prepararci al week end socio-politico del 23-24 gennaio 2010.
Vai al libro
Per capire cosa sia la decrescita, e come possa costituire il fulcro di un paradigma culturale capace di orientare sia le scelte di politica economica, sia le scelte esistenziali, è necessario in via preliminare fare chiarezza su cosa è la crescita economica. Generalmente si crede che la crescita economica consista nella crescita dei beni materiali e immateriali che un sistema economico e produttivo mette a disposizione di una popolazione nel corso di un anno. In realtà l’indicatore che si utilizza per misurarla, il prodotto interno lordo, si limita a calcolare, e non potrebbe fare diversamente, il valore monetario delle merci, cioè dei prodotti e dei servizi scambiati con denaro. Il concetto di bene e il concetto di merce non sono equivalenti. Non tutti i beni sono merci e non tutte le merci sono beni.
La frutta e la verdura coltivate in un orto familiare per autoconsumo sono beni qualitativamente molto migliori della frutta e della verdura acquistate al supermercato. Ma non passano attraverso una intermediazione mercantile, per cui non sono merci. Soddisfano il bisogno di nutrirsi in modi più sani e più gustosi dei loro equivalenti prodotti per essere commercializzati, non sono stati prodotti con veleni e prodotti di sintesi chimica, non hanno impoverito l’humus, non hanno contribuito a inquinare le acque, ma fanno diminuire il prodotto interno lordo perché chi autoproduce la propria frutta e verdura non ha bisogno di andarla a comprare. In una società fondata sulla crescita, dove a ogni piè sospinto tutti la invocano come il fine delle attività economiche e produttive, il suo comportamento è asociale.
LIBRO La decrescita felice
La qualità della vita non dipende dal PIL
Autore: Maurizio Pallante
Editore: Editori Riuniti
Data pubblicazione: Novembre 2005
Pagine: 134
Prezzo: 12 euro
I segnali sulla necessità di rivedere il parametro della crescita su cui si fondano le società industriali continuano a moltiplicarsi: l’avvicinarsi dell’esaurimento delle fonti fossili di energia e le guerre per averne il controllo, l’innalzamento della temperatura terrestre, i mutamenti climatici, lo scioglimento dei ghiacciai, la crescita dei rifiuti, le devastazioni e l’inquinamento ambientale. Eppure gli economisti e i politici, gli industriali e i sindacalisti conl’ausilio dei mass media continuano a porre nella crescita del prodotto interno lordo il senso stesso dell’attività produttiva.
In un mondo finito, con risorse finite e con capacità di carico limitate, una crescita infinita è impossibile, anche se le innovazioni tecnologiche venissero indirizzate a ridurre l’impatto ambientale, il consumo di risorse e la produzione di rifiuti. Queste misure sarebbero travolte dalla crescita della produzione e dei consumi in paesi come la Cina, l’India e il Brasile, dove vive circa la metà della popolazione mondiale.
Forse è arrivato il momento di smontare il mito della crescita, di definire nuovi parametri per le attività economiche e produttive, di elaborare un’altra cultura, un altro sapere e un altro saper fare, di sperimentare modi diversi dirapportarsi col mondo, con gli altri e con se stessi.
VOLUME Per la sostenibilità Etica ambientale ed antropologia
a cura di Simone Morandini
Editore: Fondazione lanza – Gregoriana Libreria Editrice
Anno: 2007
Informazioni: pp. 318, € 20.00
Con interventi di:
Antonio Autiero, Gianfranco Bologna, Gian Luigi Brena, Barbara De Mori, Edoardo Greblo, Daniele Loro, Matteo Mascia, Simone Morandini, Fabrizio Turoldo, Mariachiara Tallachini, Guido Viale
Il volume presenta il percorso e i risultati della ricerca del Progetto Etica, Filosofia e Teologia della Fondazione Lanza che ha analizzato e approfondito il rapporto tra sostenibilità e antropologia, con particolare attenzione per come la recente ed innovativa riflessione sulla sostenibilità interpella la dimensione etica e antropologica dell’essere umano e delle sue società, il modo in cui le persone comprendono se stesse e il loro compito nel mondo.
Il crescente degrado dell’ambiente planetario rende, infatti, imperativa la ricerca di una figura di soggetto capace di far fronte alla situazione critica che viviamo, costruendo un futuro sostenibile per il pianeta.In particolare, nella prima sezione viene esplorata la nozione di sostenibilità, come luogo di intreccio di diverse discipline (ecologia, diritto, politica, bioetica animale), da cui emergono diversi spunti di forte rilevanza etica, approfonditi più ampiamente nella seconda parte, esplicitamente dedicata all’elaborazione di una prospettiva antropologica che sappia farsi carico della sostenibilità.


