Filmambiente: martedì 17 aprile il prossimo evento
Successo di pubblico giovedì 12 gennaio 2012, presso la sede arzignanese della cooperativa sociale Insieme. Nel tour provinciale della rassegna FILMAMBIENTE è stata proposta la visione di uno dei film più importanti della rassegna: GENUINO CLANDESTINO (vedi anche il sito della campagna).
Oltre sessanta persone si sono assiepate negli spazi ricavati tra gli oggeti e i mobili usati del negozio dell’usato della cooperativa Insieme di via Olimpica ad Arzignano. Interessante e molto partecipato anche il “dopo film”.
Bulimie, per una nuova frugalità | Achille Rossi
Per cominciare ad entrare nel tema del weekend socio-politico ”Pionieri di speranza”, vi consiglio di ritagliarvi del tempo e gustarvi questi interventi di don Achille Rossi al convegno dei giornalisti organizzato dall’Agenzia Redattore Sociale
Bulimie
per una nuova frugalità
… eticità, ecologia, spiritualità, stili di vita, decrescita, globalizzazione, crisi economica, informazione… scegliete voi l’intuizione che più vi stimola per… ripartire insieme!!!
CRIStianI nel vortice | i materiali
Di seguito i materiali relativi al convegno organizzato dall’Ufficio Diocesano di pastorale sociale e del lavoro e dal Centro Culturale San Paolo, all’interno della missione cittadina.
Punto di partenza:
♦ la Parola: (Lc. 12, 13-21)
“Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni“.
Sulla base di che cosa accumuliamo e costruiamo?
La Parola non ci risponde, ci descrive.
CRIStianI nel vortice | sabato 24 aprile, ore 16
SABATO 24 APRILE 2010 – ore 16.00
CENTRO CONGRESSI ASSOCIAZIONE ARTIGIANI
Viale Fermi 201, VICENZA
I dati della crisi nel territorio
a cura di Provincia di Vicenza, Laboratorio Cittadinanza Attiva - Azione Cattolica Vicenza e Caritas Vicentina.
NELLA CRISI CI SONO ANCH’IO
Relatore: Prof. Benedetto Gui (Università di Padova)
LIBRO La Felicità Sostenibile
Autore: Maurizio Pallante
Editore: Rizzoli
Data pubblicazione: Giugno 2009
Tipo: Libro
Pagine: 211
Prezzoo: 16 euro
II modello economico, sociale e politico dominante sta crollando sotto i colpi della crisi finanziaria globale e dell’emergenza ambientale. Questo libro dimostra che si può cambiare, e in meglio.
Siamo abituati ad associare il benessere con la crescita economica, cioè con l’aumento dei beni prodotti, misurato dal Pil, il Prodotto interno lordo. Maurizio Pallante sostiene invece da anni che la crescita non può andare avanti all’infinito, che ci sono limiti imposti dalle risorse disponibili e dalla necessità di salvaguardare l’ambiente, e che è indispensabile scegliere un modello alternativo, l’unico che ci può offrire un futuro sostenibile: la Decrescita Felice.
In questo libro, Pallante offre preziosi consigli pratici per applicarlo in prima persona, traendo grandi benefici nella nostra vita quotidiana: dal ritorno all’autoproduzione dei beni alla creazione di orti comuni, da una nuova organizzazione per essere autosufficienti anche nei servizi (per esempio per l’assistenza a bambini e anziani) a idee brillanti per il risparmio energetico.
La recessione, afferma Pallante, è un’ancora di salvezza.
La Decrescita Felice
Interessante lettura per prepararci al week end socio-politico del 23-24 gennaio 2010.
Vai al libro
Per capire cosa sia la decrescita, e come possa costituire il fulcro di un paradigma culturale capace di orientare sia le scelte di politica economica, sia le scelte esistenziali, è necessario in via preliminare fare chiarezza su cosa è la crescita economica. Generalmente si crede che la crescita economica consista nella crescita dei beni materiali e immateriali che un sistema economico e produttivo mette a disposizione di una popolazione nel corso di un anno. In realtà l’indicatore che si utilizza per misurarla, il prodotto interno lordo, si limita a calcolare, e non potrebbe fare diversamente, il valore monetario delle merci, cioè dei prodotti e dei servizi scambiati con denaro. Il concetto di bene e il concetto di merce non sono equivalenti. Non tutti i beni sono merci e non tutte le merci sono beni.
La frutta e la verdura coltivate in un orto familiare per autoconsumo sono beni qualitativamente molto migliori della frutta e della verdura acquistate al supermercato. Ma non passano attraverso una intermediazione mercantile, per cui non sono merci. Soddisfano il bisogno di nutrirsi in modi più sani e più gustosi dei loro equivalenti prodotti per essere commercializzati, non sono stati prodotti con veleni e prodotti di sintesi chimica, non hanno impoverito l’humus, non hanno contribuito a inquinare le acque, ma fanno diminuire il prodotto interno lordo perché chi autoproduce la propria frutta e verdura non ha bisogno di andarla a comprare. In una società fondata sulla crescita, dove a ogni piè sospinto tutti la invocano come il fine delle attività economiche e produttive, il suo comportamento è asociale.
LIBRO La decrescita felice
La qualità della vita non dipende dal PIL
Autore: Maurizio Pallante
Editore: Editori Riuniti
Data pubblicazione: Novembre 2005
Pagine: 134
Prezzo: 12 euro
I segnali sulla necessità di rivedere il parametro della crescita su cui si fondano le società industriali continuano a moltiplicarsi: l’avvicinarsi dell’esaurimento delle fonti fossili di energia e le guerre per averne il controllo, l’innalzamento della temperatura terrestre, i mutamenti climatici, lo scioglimento dei ghiacciai, la crescita dei rifiuti, le devastazioni e l’inquinamento ambientale. Eppure gli economisti e i politici, gli industriali e i sindacalisti conl’ausilio dei mass media continuano a porre nella crescita del prodotto interno lordo il senso stesso dell’attività produttiva.
In un mondo finito, con risorse finite e con capacità di carico limitate, una crescita infinita è impossibile, anche se le innovazioni tecnologiche venissero indirizzate a ridurre l’impatto ambientale, il consumo di risorse e la produzione di rifiuti. Queste misure sarebbero travolte dalla crescita della produzione e dei consumi in paesi come la Cina, l’India e il Brasile, dove vive circa la metà della popolazione mondiale.
Forse è arrivato il momento di smontare il mito della crescita, di definire nuovi parametri per le attività economiche e produttive, di elaborare un’altra cultura, un altro sapere e un altro saper fare, di sperimentare modi diversi dirapportarsi col mondo, con gli altri e con se stessi.




